Ricerca in parallelo: per accelerare l’innovazione

Scienza e Tecnologia

La collaborazione è una parte essenziale per il successo della ricerca. A prescindere dall’ampia disponibilità di menti brillanti di ogni organizzazione, il modo in cui le conoscenze vengono condivise con altri esperti è un elemento chiave per lo sviluppo di nuove idee.

Ma cosa significa in pratica? Ecco dove il concetto di “ricerca in parallelo” svolge un ruolo chiave. Per capire cos’è la “ricerca in parallelo”, dobbiamo analizzare come funziona la ricerca scientifica: un processo noto come “catena del valore dell’innovazione”. Questo è il percorso che porta dall’ideazione in laboratorio alla riuscita di un progetto pilota.

La catena del valore dell’innovazione

Idee e progressi brillanti possono provenire da qualsiasi ambito: mondo accademico, startup, laboratori statali e aziende affermate. Ciascuna di queste organizzazioni svolge un ruolo specifico nell’innovazione, apportando competenze e risorse diversificate nel processo.

Tra queste organizzazioni, il mondo accademico è spesso stato il luogo in cui sono maturati concetti innovativi in grado di trasformare il settore dell’energia. Un’università normalmente conduce test che portano a una “prova di fattibilità”. Ovvero tenta di dimostrare che un’idea per una nuova tecnologia funziona in termini di scienza di base. La ricerca teorica sulle celle a combustibile dell’Università di Genova, un progetto che ha il potenziale di accelerare le tecnologie di cattura dell’anidride carbonica dagli impianti industriali, rappresenta un buon esempio.

Una volta realizzata la prova di fattibilità, un istituto nazionale di ricerca – ad esempio, negli Stati Uniti, uno dei laboratori nazionali – può effettuare una dimostrazione su scala ridotta. Grazie a decenni di esperienza nell’ottimizzazione dei processi e nell’analisi di fattibilità, i laboratori nazionali trasformano un’idea “scientificamente possibile in teoria” in un “progetto realizzabile nella pratica”. Da una dimensione micro a una dimensione macro.

In caso di risultati promettenti degli studi di laboratorio e pilota, le nuove tecnologie richiederanno un’applicazione iniziale su scala ridotta. Le start-up specializzate nello specifico campo tecnologico svolgono spesso un ruolo importante in questa fase.

Infine, per la commercializzazione di una nuova tecnologia un’azienda energetica globale come la ExxonMobil – con le capacità, il capitale e l’esperienza nella gestione di grandi progetti a livello mondiale – entra nella “catena di valore dell’innovazione” e cerca il modo di promuoverne l’applicazione su scala più ampia.

Tuttavia, sebbene questa “catena di valore dell’innovazione” possa sembrare un processo lineare, in presenza di sfide incalzanti in campo energetico e ambientale, è tutto tranne questo.

“Non abbiamo tempo per essere lineari”, afferma il dott. Vijay Swarup, Vice Presidente R&D di ExxonMobil. “Come si velocizza questo processo? Si lavora in parallelo”.

Lavorare in parallelo

La ExxonMobil sta facendo il possibile per accelerare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche seguendo un metodo di “lavoro in parallelo”. Ciò significa che siamo impegnati direttamente nella ricerca, portando le idee alla fase di laboratorio e lavorando insieme alle istituzioni necessarie perchè possano poi effettivamente andare a buon fine, e conducendo attività di ricerca sulla scienza di base parallelamente ad applicazioni ingegneristiche. Questo ci consente di collaborare allo sviluppo delle idee che a nostro avviso hanno il massimo potenziale per un’implementazione su larga scala.

Il dott. Vijay ha recentemente illustrato i vantaggi della ricerca in parallelo a febbraio, in occasione della IP Week Conference, in una sessione dal titolo “Innovazione per la transizione energetica:  sfide e opportunità di ricerca, innovazione e sviluppo”.

Per promuovere l’avanzamento di tecnologie energetiche emergenti, la ExxonMobil sta collaborando con oltre 80 università nel mondo, cinque centri per l’energia e laboratori nazionali negli Stati Uniti. Tra le collaborazioni in Europa figurano quelle con l’Università di Genova e l’Imperial College di Londra.

Abbiamo instaurato diversi rapporti con piccole aziende specializzate per effettuare dimostrazioni “pilota”. Ad esempio, per lo sviluppo di un sistema di cattura della CO2 direttamente dall’aria utilizzando una tecnologia dei materiali abbiamo coinvolto Mosaic Materials. E per sviluppare una tecnologia di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS, carbon capture and storage) basata su princìpi ingegneristici, stiamo collaborando con Global Thermostat.

Il team di Ricerca e Sviluppo della ExxonMobil sta lavorando a molte tecnologie innovative, perché siamo alla ricerca di soluzioni alla doppia sfida di soddisfare il fabbisogno energetico gestendo, allo stesso tempo, l’impatto ambientale e i rischi relativi al cambiamento climatico.

Collaborare in parallelo significa condividere le conoscenze con esperti esterni in ogni fase del processo e raggiungere più rapidamente progressi in questa sfida cruciale.

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